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IL GIRO DELL’ARCO NATURALE, CAPRI OMERICA

Fu il più grande poeta tedesco, Johan Wolfgang Goethe, a definire Capri una “terra dove è viva la parola di Omero”. Nella sua etimologia greca, Capri è “L’isola dei cinghiali” e, anche se continuiamo a chiamare l’antica scala che collega Marina Grande ad Anacapri Fenicia, quasi tutti gli storici concordano affermando che furono i Greci a modellare con maestria nella roccia i suoi 921 scalini. Nella Sala consiliare del Comune di Capri, si possono ammirare 16 xilografie del pittore Frederich Preller il vecchio, che raffigurano le avventure di Ulisse nell’Odissea, con scenari capresi. Nel suo soggiorno, nel 1859, alla vecchia Locanda Pagano, il pittore tedesco fu così affascinato dai paesaggi omerici del versante meridionale dell’isola, quello che da Via Matermania, lungo l’Arco Naturale porta fino a Tragara, da ideare questi romantici quadri che ancora adesso illustrano le edizioni dell’Odissea nei ginnasi e nelle università tedesche. La passeggiata che comunemente è indicata come il “Giro dell’Arco Naturale” è anche un piccolo viaggio omerico, una piccola Odissea caprese, che con fantasia ripercorre le varie tappe di Ulisse nel suo ritorno ad Itaca. Scopriamo così che la Grotta di Matermania è anche il luogo sacro a Leuocotea, la divinità marina che salva Ulisse dalla morte e lo conduce con il suo velo bianco sulla spiaggia dove lo soccorre Nausica. Il gigante Polifemo, raffigurato nella Grotta della Paglia, dopo essere stato accecato, pazzo furioso di rabbia, scaglia nel mare, contro le navi in fuga, giganteschi massi, dando origine ai tre Faraglioni: Stella, Di Mezzo e Scopolo. Ancora adesso, nella toponomastica caprese, la stradina che porta  dal belvedere di Tragara al Belvedere del Pizzo Lungo è indicata come Via Polifemo. Tanti pittori stranieri, dipingendo questa meraviglia rocciosa, la indicavano come “Sperone di Polifemo” o “Dito di Polifemo”. Arrivati alla Piazzetta di Tragara ( in greco recinto delle capre), lo sguardo spazia sulla baia di Marina Piccola, dove si erge nel mare lo Scoglio delle Sirene, l’omerica Antemussa, ovvero il prato fiorito di asfodeli, regno di Lighea, la sirena caprese.
Con lento pede, novelli Ulissidi, lungo via Tragara si ritornerà nel cuore di Capri.

a cura di Renato Esposito

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