Capri non è tanto grande, ma è più grande di quanto solitamente i visitatori credano e ha la capacità di racchiudere nei suoi pochi kilometri quadrati una quantità enorme di cose da non perdere.
Ne consegue che, per averne una visione completa, ci sarebbe da passarci almeno una settimana. E in realtà, anche per chi ci vive da una vita, c’è sempre una nuova grotta, un nuovo sentiero, una nuova storia da scoprire. È così.
Bisogna constatare, tuttavia, che almeno due terzi dei turisti vengono per la singola giornata, rientrando a terra ferma tra il primo pomeriggio e la sera.
Ora, anche in una gita di una giornata, Capri può regalare emozioni e visioni uniche che resteranno impresse nella mente e nell’anima per sempre. Tuttavia se si fanno scelte sbagliate in alta stagione, quando c’è tanto casino, si rischia che l’unica cosa a rimanere impressa della gita di giornata, siano le bestemmie menate.

Ecco quindi dei consigli utili per programmare al meglio la vostra visita sull’isola.

Cominciamo col dire che per essere soddisfacente, il tempo minimo di permanenza dovrebbe essere di almeno sei ore.
Considerate, inoltre, che dalle 11:00 alle 17:00 circa, c’è una concentrazione di persone “sullo scoglio”, che sembra di stare al mercato di Wuhan.
Allora il consiglio è quello di arrivare il prima possibile, entro le 10:30, così da evitare estenuanti file ai taxi, ai bus e alla funicolare, che nelle giornate peggiori possono tramutarsi anche in guerre civili.
Ah, sull’aliscafo, molto probabilmente vi si avvicineranno delle guide turistiche per invogliarvi a fare un tour guidato con loro. Spesso non chiariscono subito che il tour non è privato ma insieme a quante più persone esse riescono a raccattare. Si sprecano gli aneddoti sulle balle colossali che spesso raccontano questi individui.
Se desiderate una guida, il consiglio è di organizzarsi per un tour privato fatto su misura per voi. Solitamente, le migliori sono le guide locali, le quali oltre a saper cogliere meglio lo spirito dell’isola, giacché la vivono, soffrono anche un tipico complesso di competitività tra di esse, che le portano a un continuo studio e miglioramento.
Comunque: una volta sbarcati al porto (Marina Grande) dovrete decidere se far visita prima a Capri o ad Anacapri.
Molti cominciano da Anacapri, per poi ritrovarsi il pomeriggio a Capri, più vicini al porto. Tuttavia anche la maggior parte dei gruppi fa così, quindi per evitare eccessiva folla, converrebbe la mattina a Capri e il pomeriggio ad Anacapri.

Ma veniamo alle cose da fare. L’offerta è ampia e in grado di accontentare tutti i palati.

Un programma, per avere una visione generale dell’isola, potrebbe essere questo: salite a Capri, passate per la Piazzetta, “il salotto del mondo” e proseguite per via Vittorio Emanuele e via Camerelle, “le strade della moda”, arrivando fino alla fine di Via Tragara, strada che passa tra stupende ville e alberghi e giunge su un incredibile panorama a ridosso dei Faraglioni. Al ritorno da Tragara, prendete via Dalmazia Birago e una volta finita via Fuorlovado, potrete camminare a zonzo tra i vicoletti del borgo medievale.
In tutta calma ci vorranno circa due ore.
Pranzate, magari assaggiando i buonissimi “ravioli capresi”, una vera specialità del luogo. Se avete abbastanza tempo e vorreste concedervi un bagno, Marina Piccola è la spiaggia più a portata di mano e offre sia stabilimenti che spiagge libere.
A quel punto potreste salire ad Anacapri nel momento in cui comincia un po’ a svuotarsi. Qui, la cosa più figa da fare è senza dubbio il giro in seggiovia, con cui si giunge a Monte Solaro, la vetta più alta dell’isola, con una vista mozzafiato.
Una volta discesi dal monte, ad Anacapri, vale la pena una visita a Villa San Michele, una casa-museo in stile liberty, con un giardino botanico considerato tra i dieci più belli d’Europa e una vista spettacolare sul golfo di Napoli. Il centro di Anacapri è estremamente grazioso nella sua cura e nella sua architettura. Passeggiando tra i negozietti, potreste fare una capatina alla Chiesa di San Michele, famosa per il suo pavimento in maiolica. Un giro del genere per Anacapri impiega altre due ore e mezza, ma se non la si mena per lunghe, si può fare anche in due ore. La Grotta Azzurra è veramente una meraviglia, ma se avete poco tempo da passare sull’isola, tenete presente che una visita lì prende un sacco di tempo. E siccome stiamo ambientando questo articolo in alta stagione, per non ritrovarsi in file estenuanti, evitate assolutamente di andarci dopo le 10:30 del mattino e prima delle 15:00 (la Grotta chiude alle 17:00 circa).

Se siete amanti del mare, non potrete rinunciare a un giro in barca. Ovviamente privato e di almeno due ore. A bordo dei tipici gozzi capresi sarete portati alla scoperta di baie, grotte, rocce dalle forme particolari e infinite sfumature di verde e di blu. Portatevi il costume.

Se siete amanti del trekking, il sentiero “dei fortini”, per la sua vicinanza al mare, è quello che più si addice all’estrema estate. Partendo dal Faro di Punta Carena o da Pino, proseguite fino al fortino di Mesola dove c’è una discesa a mare in una suggestiva cala. Continuate il sentiero verso il fortino di Orrico e superato questo arriverete nei pressi della Grotta Azzurra; potreste visitarla e fare un altro bagno sulla spiaggia di Gradola, lì accanto. Guardatevi bene, dal percorrere il sentiero nelle ore più calde. Converrebbe cominciare entro le 9:30. Il percorso dura mediamente due ore per i tedeschi, due ore e mezza per gli italiani e sei ore per i latino-americani.

Se amate lo shopping compulsivo, il centro di Capri è il Paradiso Terrestre dei grandi marchi della moda e della gioielleria, mentre ad Anacapri c’è una grande varietà di caratteristiche botteghe.

Se siete classicisti, vi piace la tranquillità e la storia immersa nella natura, e soprattutto reggete camminate sfiancanti, potreste optare per un giro tutto caprese, duro ma suggestivo: puntate la bussola verso gli scavi di Villa Jovis, il palazzo imperiale che fu di Ottaviano Augusto e poi di Tiberio. Lungo il tragitto passerete per strade solitamente inesplorate dai turisti, con panorami sempre più belli man mano che si sale. E poi tante graziose villette circondate da fiori, alberi e orti curatissimi. Quasi in cima, vale la pena una capatina al Parco Astarita. Una volta a Villa Jovis fate attenzione alle spinte quando vi sporgete…
Da Villa Jovis, tramite il sentiero delle Calanche, si arriva a Villa Lysis, dimora in stile Liberty di fine Ottocento, che Jacques Fersen, suo proprietario e ideatore, consacrò all’amore e al dolore. Anche ai festini se vogliamo dirla tutta…
Continuerete poi, (e le vostre gambe non vi ringrazieranno) per l’Arco Naturale, la grotta di Matermania, il sentiero del Pizzolungo (passando per la villa che fu dello scrittore Malaparte, la quale ha un architettura molto particolare che celebra il comunismo). Arriverete così a Tragara e da lì in Piazzetta e al Porto.

Ma in fondo fate quello che vi dice la testa perché tanto a Capri ritornano tutti.

a cura di Antonio De Gregorio

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